STORIA

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L'antica storia di castellina di Soragna

Castellina è una frazione del comune di Soragna, in provincia di Parma.

La località dista 2,03 km dal capoluogo.[1]
La località della bassa parmense sorge in posizione pianeggiante a sud di Soragna, sulla riva destra del torrente Stirone.[3]Il borgo di Soragna, menzionato per la prima volta nel 712 in un diploma del re dei Longobardi Liutprando, era difeso in epoca medievale da quattro castelli,[4]tra cui il Castrum Vetus de Sancta Maria de Soranea, in seguito noto come “la Castellina”, edificato entro il XII secolo dai Pallavicino, che,[5] seppur privi di investitura,[4] erano in possesso del territorio già dal X secolo.[5]
L’assegnazione dei diritti su Soranea avvenne nel 1145, quando il marchese Oberto cedette le rovine del maniero di Santa Maria al Comune di Piacenza,[5]che, in cambio del giuramento di vassallaggio,[6] gli restituì il feudo concedendogli inoltre la possibilità di ricostruire la fortezza.[5]
Nel 1198 il marchesato di Soragna fu diviso in due parti, probabilmente per motivi ereditari: la porzione alla sinistra del torrente Stirone, col Castrum Novum di Soragna, fu assegnata a Guido Lupi, capostipite della casata, mentre quella alla destra del corso d’acqua, col Castrum Vetus de Soranea, rimase ai Pallavicino.[7]
Il marchese Oberto II Pallavicino ricevette conferma dell’investitura sul maniero e sui suoi numerosi castelli del Parmense sia da parte dell’imperatore del Sacro Romano Impero Federico II di Svevia nel 1224 sia parte del re dei Romani Corrado IV di Svevia nel 1254; alla sua morte nel 1269, la proprietà passò al figlio Manfredino.[8]
Nel 1311, in seguito dalla rottura della tregua tra i da Correggio e il Comune di Parma da una parte e le famiglie Rossi e Pallavicino dall’altra, i Lupi ne approfittarono per occupare il castel Vecchio; tre anni dopo, la pace fu nuovamente raggiunta e Manfredino Pallavicino tornò in possesso del maniero.[9] Nel 1325 i parmigiani si schierarono dalla parte guelfa, appoggiando il papa Giovanni XXII; il marchese Manfredino non aderì e i suoi castelli di Santa Maria e Parola furono distrutti dai parmigiani, che convinsero il pontefice ad assegnare i feudi ai Lupi; l’anno seguente, tuttavia, l’imperatore Ludovico il Bavaro riconfermò le antiche investiture ai Pallavicino.